La Montagna
Posted on: 8 Maggio, 2020 - Author: LucaB

"I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi." (Johann Wolfgang von Goethe)

Anni fa, quando il lavoro non era ancora così pressante da occupare anche parte del mio fine settimana, se ne avevo occasione organizzavo sempre qualche escursione fuori porta. Insieme alla mia compagna del tempo o con il gruppo di amici che negli anni si era creato, accumunati tutti dalle stesse passioni:  fotografia e natura.
La mete erano quasi sempre luoghi montuosi del nord Italia, Svizzera e Francia; solitamente si partiva il venerdì pomeriggio per raggiungere un eventuale ostello alla base, così da avere la possibilità di alzarsi all’alba ed incamminarsi lungo i sentirti e godendosi tutto quello che il mondo attorno può offrirti solo in determinati momenti del giorno.
Camminare in montagna non è come fare una passeggiata in centro, non ci sono sicurezze, il tempo può cambiare in qualsiasi istante e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, anche per questo bisogna essere attrezzati e pronti per ogni evenienza perché la natura ad una certa quota raramente da una seconda occasione, il rispetto e l'umiltà verso di lei devono essere totali.

Ma ciò che maggiormente differenzia il camminare in montagna rispetto alla città è che dopo aver scherzato e riso (e anche mangiato) con gli amici, ognuno entra nel proprio silenzio, l’unico rumore estraneo a quei luoghi sono i nostri passi, i sassolini o l’erba umida sotto gli scarponi mentre davanti a noi si inerpica il sentiero tra le montagne che ci sovrastano, facendoci sentire sempre piccoli quasi impotenti di fronte a qualcosa che ha visto la nascita del mondo stesso, che pur avendo mutato aspetto nei millenni è sempre stata lì e lo sarà fino alla fine, fino a che chi ha percorso quelle strade non ci sarà più da tanto tempo.

La sensazione di tranquillità che pervade ognuno è differente, personale… qualcosa che è quasi impossibile da descrivere a parole, è un’unione di sensazioni che possono cambiare a seconda di quello che i nostri sensi percepiscono e sentono, gli occhi, il naso la bocca stessa.
Sei così a stretto contatto con la natura e con te stesso da sentire il battito del cuore martellare nel petto se il sentiero è ripido e sconnesso, o sentire i polmoni bruciare quando la temperatura è sotto lo zero e il vento impietoso sferza il viso gelando le lacrime. Ma proprio in questi momenti, con la macchina foto che dondola gelida sul collo, che sei spinto a proseguire. Per sopravvivere ma anche per vivere, perché chi ama la montagna sa del pericolo ma è anche consapevole che quella per lui è la vita vera, è ciò che ti fa dimenticare i problemi, il lavoro, la routine, tutto… in quei momenti si è soli ma anche in compagnia, circondati dalla bellezza, a volte terribile, ma sempre pura e vera.

E alla fine del cammino ad attenderti c’e’ sempre la soddisfazione di aver guadagnato la vetta, di poter vedere tutto quello che sta al di sotto, di vedere il sole che lentamente scompare dietro le vette a volte innevate rifrangendo la propria luce sui crinali e sulle nuvole producendo una moltitudine di colori che a volte nemmeno una macchina fotografica è in grado di catturare con la giusta dignità.
Gli istanti sono brevi, la notte cala rapidamente, così dopo i primi istanti di estasi, sopraggiunge la seconda passione, il secondo motivo che ti ha spinto ad affrontare uno o più giorni di cammino: la fotografia, prendere in mano la macchina fotografica gelida e scattare guardando con gli occhi ma anche con il cuore tentando di catturare quei momenti e di portare con se un ricordo una testimonianza almeno parziale di quello che si è visto e poterlo poi condividere con chi è rimasto a casa.