A Place a Hundred Emotions
Posted on: 3 Maggio, 2020 - Author: LucaB

Sono passati davvero tanti anni da quando per caso vidi quella coppietta litigare e sentii quella frase. Era precisamente il 2014 quando passeggiando per il centro di Torino entrai nella galleria San Federico, un pezzo di storia Torinese e sede del cinema LUX. Tenendo distrattamente in mano la macchina fotografica, che a quel tempo accompagnava praticamente ogni mia uscita, in cerca di qualche spunto fotografico guardavo la gente attorno a me, cercando di cogliere qualche istante della loro vita, con ben scarsi risultati… in verità  la street non è mai stata il mio forte, ma meno riesco in una cosa e più cerco di riuscirci.. comunque...
Mentre ero assorto nei miei pensieri, alle mie spalle, sento discutere a voce abbastanza sostenuta; mi volto e una coppietta di giovani ragazzi litiga furiosamente per chissà quale misterioso motivo, al culmine di questa sfuriata street il ragazzo esordisce verso la ragazza con un: "Voi ragazze siete tutte uguali, tutte stronze!" e se ne va lasciando la compagna lacrimante ai piedi della scalinata del cinema. Senza metterla in imbarazzo la osservo mentre si asciuga le lacrime, rossa in viso per aver attirato tutti quegli sguardi estranei poi alzandosi di scatto, come un fulmine, insegue il suo amato sparendo tra la folla.
Mentre due signore sedute al tavolino del bar borbottano qualche cosa a proposito dei giovani d’oggi, io mi incammino verso l’uscita della galleria continuando a pensare alla frase del ragazzo, penso come spesso le persone generalizzino e facciano “di tutta l’erba un fascio” come recita il proverbio, ma più profondamente come i ragazzi abbiano spesso un pensiero dispregiativo nei confronti delle donne anche se esse sono le loro compagne, mogli o anche solo amiche. Mi trovo a pensare che spesso nel corso degli anni ho assistito a questo tipo di umiliazioni nei loro confronti, vuoi per ignoranza, vuoi perché è ciò che ti hanno trasmesso i genitori, o semplicemente perché insultare una ragazza con epiteti è un fare comune che ti fa sentire più “uomo” di fronte ad amici e congiunti. Vuoi tutto questo ma io, personalmente, non sono mai riuscito a percepire il perché di un comportamento del genere, fin da ragazzino, al di fuori delle ovvie differenze biologiche, non ho mai colto questa differenza intellettiva, caratteriale o di capacità che gli altri uomini (adulti) vedevano nelle donne, era un comportamento alieno al mio carattere, ed è qualcosa che mi sono sempre ripromesso di non imitare e che spero ad oggi di non aver mai replicato.
Mentre questi pensieri attraversavano il mio cervello iniziai a pensare a come avrei potuto portare nel mondo reale, tramite la fotografia, il mio personale pensiero sul fatto che ognuno è diverso, su come tanto gli uomini quanto le donne hanno passioni, sentimenti e agiscono in modo del tutto diverso una dall’altra, pensavo a come potessi sottolineare questa unicità in un solo scatto.
Dopo svariate idee e tentativi, giunsi alla conclusione che come sempre la semplicità era la via migliore da seguire, pensai che il concetto poteva essere sottolineato contrastando la diversità con una costante, così decisi che avrei fatto tutti gli scatti nel solito posto con lo stesso angolo di ripresa, l’unica variabile dovevano essere loro: le donne.  Così nacque il progetto A Place a Hundred Emotions.